È quanto emerso da uno studio polacco che sarà presentato al Congresso annuale di cardiologia al via a Parigi a fine agosto. Bassa qualità dell’aria e stagione invernale fanno aumentare gli interventi coronarici percutanei. Inoltre, chi abita in località con poco inquinamento, è più sensibile agli aumenti.

Non solo protegge dall’ictus, ma diminuisce anche il rischio di ridotta capacità cognitiva, a patto che il trattamento sia condotto in modo appropriato.

Una domanda attuale e non risolta. Attesi entro il 2021 i risultati di quattro studi volti a capire il momento ottimale per iniziare la somministrazione di NAO dopo l’ictus ischemico e se la tempistica dovrebbe differire in base alla gravità dell'ictus.

La molecola è particolarmente interessante per il duplice effetto antiaggregante e antibatterico, che la renderebbe superiore ad altri agenti antipiastrinici inibitori P2Y12 in pazienti con malattia cardiovascolare che sono a rischio di infezioni.

I risultati dello studio PREVENT non hanno mostrato differenze significative tra la sola terapia farmacologica e l’abbinamento a dispositivi per la compressione pneumatica intermittente. Potrebbe aver inciso la giovane età dei pazienti coinvolti.

L’inibitore diretto del fattore Xa rivaroxaban si è dimostrato efficace nella profilassi del tromboembolismo venoso nei pazienti sottoposti ad intervento di protesi di anca e di ginocchio alla dose di 10 mg die e nel trattamento del tromboembolismo acuto alla dose di 15 mg ogni 12 ore per 21 giorni, seguiti dalla dose di 20 mg die.

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