Si celebra ogni anno il 29 settembre, per informare la popolazione sui fattori di rischio e per promuovere la prevenzione attraverso controlli periodici e l’adozione di un corretto stile di vita.

Con un documento la Società italiana per lo studio dell’emostasi e della trombosi prende posizione su questa patologia che presenta ancora alcuni aspetti oscuri.

È una domanda che si fanno in molti e che non ha un’unica risposta. Ecco cosa dicono gli ultimi studi.

Quante volte avrete sentito che bisognerebbe fare almeno 10.000 passi al giorno per migliorare il nostro benessere quotidiano?

Per aumentare l’aderenza alla terapia è importante che i pazienti abbiano tutte le conoscenze necessarie, anche quelli in terapia con anticoagulanti orali diretti. Un gruppo di autori canadesi ha cercato di capire la percezione dei sanitari e dei pazienti sul tema.

Lo studio ADAGE, presentato durante il recente Congresso della Società Internazionale di Trombosi ed Emostasi (ISTH) a Londra e non ancora pubblicato, ha confermato come, pazienti anziani trattati con lo stesso dosaggio di apixaban o rivaroxaban, possano avere livelli molto diversi di attività plasmatica del farmaco. I soggetti presi in analisi avevano un’età uguale o superiore a 80 anni ed erano in terapia per fibrillazione atriale non valvolare.

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