Un recente studio, basato sul registro internazionale RIETE, ha documentato che il rischio di recidiva tromboembolica negli over 75 non è superiore a quello dei pazienti più giovani, si conferma invece un più elevato rischio emorragico.

Presentato all'ISTH di Londra nello scorso mese di luglio, questo importante trial clinico ha visto la luce in questi giorni sulla prestigiosa rivista Lancet.

Dopo la tempesta mediatica che si è abbattuta sull’aspirina a basso dosaggio per la prevenzione primaria del rischio cardiovascolare è sceso il silenzio.

Con frequenza vicina al 20-25% della totalità dei casi, la tromboflebite superficiale (TVS) interessa la grande safena nel tratto adiacente al suo sbocco nella vena femorale comune.

Dopo il fallimento del trattamento con ASA, decretato dal gruppo britannico RECOVERY 1, restava agli anti-aggreganti piastrinici la possibilità di dimostrare un effetto sinergico con l’eparina a dosaggio terapeutico in soggetti ricoverati in condizioni non critiche per infezione da SARS-CoV-2.

Finora i pazienti sono stati in terapia anticoagulante per un periodo breve (3-6 mesi) per paura delle complicanze emorragiche degli antagonisti della vitamina K. Con l’arrivo dei DOAC, la letteratura è stata rivista e tre studi della serie MARVELOUS and MAJESTIC contribuiscono a gettare luce sul problema.

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA