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Quello delle terapie anticoagulanti e antitrombotiche è un settore della medicina in importante e in rapido cambiamento, che influenza la salute e la qualità di vita di una porzione molto rilevante e in costante crescita della popolazione, specie di quella anziana. Nuovi farmaci, con diverse caratteristiche, resisi disponibili in un periodo recente, opinioni non sempre omogenee su indicazioni cliniche ed eventuali controindicazioni, punti di vista anche diversi sulle ottimali modalità di management di questi trattamenti nella pratica clinica, sono tutti fattori che richiedono un adeguato approfondimento e una più diffusa consapevolezza e specifica formazione nei professionisti coinvolti.

Circa un milione di pazienti sono trattati cronicamente con farmaci anticoagulanti anti-vitamina K (AVK). A questa popolazione si sono aggiunte negli ultimi anni centinaia di migliaia di persone che ricevono farmaci anticoagulanti completamente diversi (NAO) confermando la tendenza generale a un progressivo e importante incremento del numero di tutti i pazienti anticoagulati. Inoltre, sulla base di numerose indicazioni cliniche, il numero di persone che assumono cronicamente farmaci antitrombotici (quali aspirina, clopidogrel, o altri di più recente introduzione) è sicuramente molto elevato, ma non valutabile con certezza.

Sebbene manchino numeri certi, i cittadini italiani che seguono un trattamento cronico con anticoagulanti orali di vecchia generazione (antivitamina K) sono stimati intorno ad 1 milione, ai quali devono essere aggiunti quanti sono in terapia con uno dei nuovi anticoagulanti orali non-antivitamina K, e quanti ricevono un trattamento prolungato con anticoagulanti parenterali (eparine a basso peso molecolare o fondaparinux). L'argomento riguarda quindi un numero considerevole di soggetti con un interesse che si estende spesso ai loro familiari in quanto coinvolti nel management pratico dei pazienti.

Il trattamento anticoagulante cronico coinvolge all'incirca un milione di italiani, con una tendenza ad un progressivo e importante incremento. Inoltre, il numero di persone che assumono cronicamente farmaci antitrombotici è sicuramente ancora più elevato, anche se non valutabile con sicurezza. Il settore dell'anticoagulazione, e in misura minore anche quello degli antiaggreganti, vive oggi un momento di grande innovazione grazie all'introduzione anche nel nostro paese di nuovi farmaci orali anticoagulanti per i quali è prevedibile un impiego molto diffuso.

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