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Ritorna l’indagine “Dar voce alla popolazione anticoagulata: Bisogni e difficoltà nell’epidemia da nuovo coronavirus”

L’indagine era stata inizialmente divulgata su queste pagine durante la prima ondata endemica da COVID-19 (da Giugno a Settembre 2020) e successivamente con la seconda ondata, dove è stato possibile misurare il livello di esitanza vaccinale nella popolazione anticoagulata e i fattori determinanti (quali l'alfabetizzazione sanitaria e il coinvolgimento del paziente). Ma ora un vaccino c'è!

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Perché è importante disporre della misura della concentrazione plasmatica dei DOAC

Il fatto che gli anticoagulanti orali diretti necessitino di meno esami di controllo rispetto agli AVK ha portato alla carenza degli strumenti da utilizzare in caso di emergenza.

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Trombofilia: to test or not to test? I risultati della realtà italiana

In mancanza di linee guida condivise e scoraggiati dagli esperti anglosassoni, i medici italiani sono sempre più dubbiosi sull’opportunità o meno di ricercare alterazioni trombofiliche nei pazienti affetti da tromboembolismo venoso (TEV).

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Una guida per la durata della terapia in persone con tromboembolismo venoso idiopatico

Finora i pazienti sono stati in terapia anticoagulante per un periodo breve (3-6 mesi) per paura delle complicanze emorragiche degli antagonisti della vitamina K. Con l’arrivo dei DOAC, la letteratura è stata rivista e tre studi della serie MARVELOUS and MAJESTIC contribuiscono a gettare luce sul problema.

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Vaccinazione anti-coronavirus: chi, come, quando

Ormai è chiaro che tutti i pazienti in terapia anticoagulante possono beneficiare della vaccinazione contro il coronavirus 2 (SARS-CoV-2) come qualsiasi altra persona e che non c'è alcuna controindicazione alla vaccinazione in questi pazienti, unica eccezione se il soggetto è solitamente allergico ad alcuni farmaci.

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Giuseppe Augello

Elettrofisiologia, Istituto Clinico Città Studi, Milano

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Un recente lavoro ha analizzato come la terapia anticoagulante fosse percepita da pazienti con fibrillazione atriale e con tromboemebolismo venoso, evidenziando alcune curiose differenze.

Quattro fattori della coagulazione possono contribuire alla suscettibilità all'emicrania con aura, che espone a un rischio più alto di ictus e altre malattie cardiovascolari.

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