Ritorna la Survey "Dare voce alla popolazione anticoagulata"

I dati nazionali dell’Istituto Superiore di Sanità riportato un’incidenza esponenziale di nuovi casi positivi da COVID-19, comportando nuovamente i sistemi e servizi socio-sanitari nazionali a fronteggiare sfide e difficoltà rilevanti per la gestione della popolazione cronica.

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Rinnovo piano terapeutico dai medici di medicina generale: pazienti di serie A e di serie B

Un nostro lettore che risiede nel Sud Italia ci ha segnalato un cortocircuito per quanto riguarda la Nota 97 dell’AIFA, che – dal giugno di quest’anno – prevede che anche i medici di medicina generale possano prescrivere gli anticoagulanti orali diretti e gli antagonisti della vitamina K...

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‍TEV: più recidive con terapia prolungata con DOAC?

Uno studio della Fondazione Arianna a partire dai dati del registro START fa il punto sulla questione. Per gli esperti il problema è legato allo scarso controllo periodico dei pazienti trattati con gli anticoagulanti orali diretti in caso di terapie prolungate, peraltro non sempre necessarie...

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Aspetti di prevenzione e diagnosi dell’embolia polmonare in pazienti ricoverati per infezione da COVID-19

Dato che sono stato richiesto da più parti in Italia di un'opinione sulle modalità più congrue di prevenzione dell'embolia polmonare (EP) in pazienti ricoverati per infezione legata al COVID-19, vorrei fare alcune considerazioni. Premetto che la prevenzione è necessaria solo per i ricoverati, non per chi - meno grave - rimane a casa...

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Il plasma da paziente convalescente per il trattamento del COVID-19

Utilizzare il sangue di una persona guarita per combattere un virus è una tecnica conosciuta e utilizzata da anni. All'ultimo congresso SISET si è discusso se la trasfusione può essere utile anche per la pandemia in corso.

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Giuseppe Augello

Elettrofisiologia, Istituto Clinico Città Studi, Milano

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Le più recenti linee guida internazionali pongono al centro il coinvolgimento attivo di chi convive con la patologia e della sua famiglia. Solo in questo modo, sostengono gli esperti, si potrà assicurare il miglior percorso personalizzato e si aumenterà l’aderenza alla terapia.

Da giugno l’AIFA ha dato la possibilità anche ai medici di medicina generale di occuparsi anche dei DOACs e degli AVK, ma solo per le persone affette da fibrillazione atriale non valvolare. Abbiamo parlato con un’angiologa delle conseguenze che questa decisione implica.

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