La scarsa aderenza alle terapie, in particolare a quelle orali, è un fenomeno ben conosciuto e grave1. In altre parole molti pazienti omettono di assumere regolarmente i farmaci che gli sono stati prescritti o smettono del tutto dopo un primo periodo.

Il compito fondamentale dei medici, oltre a curare i pazienti, è di spiegare accuratamente il perché viene prescritta una terapia, informando di vantaggi e possibili effetti collaterali e nel caso come affrontarli. È importante che il clinico segua i pazienti nel tempo per verificare lo stato di salute e l'aderenza alla terapia. È infatti dimostrato che le persone seguite da un medico attento sono molto più propense a seguire la prescrizione.

Il fenomeno è ha dimensioni importanti: dal 13% al 60% dei pazienti, a seconda delle casistiche esaminate, non assume regolarmente e nel tempo le dosi prescritte relative a farmaci utilizzati per le malattie cardiovascolari.
Un vecchio studio2 esaminò la mortalità a 5 anni dopo infarto del miocardio utilizzando clofibrato o placebo. I risultati cambiano se si considerano i pazienti che hanno ben aderito allo studio e quelli che hanno aderito meno bene. Nel gruppo trattato con placebo la mortalità era del 15% tra chi aveva dimostrato una buona aderenza. Ma la mortalità era del 24.6% tra chi era stato randomizzato al farmaco attivo (clofibrato) ma aveva mostrato una scarsa aderenza.
In altri termini assumere anche solo il placebo, con regolarità e per il tempo prescritto, porta ad una maggiore sopravvivenza in quanto probabilmente i pazienti si sentono comunque protetti da un trattamento anche se non sanno quale sia.
È stato dimostrato che la scarsa aderenza è associata ad un incremento del rischio relativo della mortalità dal 50 all'80%3.
Le cause della scarsa aderenza sono molteplici:

  • scarsa comunicazione medico-paziente;
  • assenza di visite di controllo periodiche;
  • difetti cognitivi;
  • giovane età;
  • complessità del trattamento (numero di compresse/die);
  • trattamento cronico in profilassi primaria (ipertensione, fibrillazione atriale);
  • non conoscenza del perché si fa il trattamento.

Da questa lista si evince che il ruolo di noi medici è cruciale in quanto spetta a noi spiegare con precisione il perché si prescrive, o meglio si propone, un determinato trattamento illustrando i vantaggi e i possibili effetti indesiderati. Seguire i pazienti nel tempo appare una procedura fondamentale per battere la cattiva aderenza. Un altro compito importante dei medici credo sia quello di ridurre allo stretto necessario i farmaci che un paziente deve assumere. Dovremmo limitare le prescrizioni dei farmaci alle sole vere indicazioni consigliando la sospensione di quei farmaci prescritti non secondo linee guida o, ancora, peggio, a carico del paziente (farmaci in fascia C). Il risultato di questa operazione porterebbe alla sospensione di circa il 30%, o più, dei farmaci che un paziente, specie se anziano, assume normalmente4.
Infine, altro compito dei medici credo sia quello di limitare il più possibile l'ingresso di un paziente in una “ruota”, che ho definito ”infernale”, fatta di innumerevoli visite specialistiche, spesso del tutto inutili, con il conseguente inevitabile incremento delle prescrizioni terapeutiche, solo perché un paziente è stato visitato, e di ulteriori accertamenti di laboratorio o strumentali. Tutto questo è figlio della medicina difensiva che sarebbe ora di abbandonare. Se ascoltiamo i nostri pazienti anziani in ambulatorio spesso scopriamo che la loro vita trascorre tra le scadenze delle pillole da prendere durante il giorno e gli appuntamenti con diversi specialisti. Una qualità di vita non certo bella che porta fatalmente a trascurare nel tempo i trattamenti che davvero servono.

Bibliografia

  1. Ho PM, Bryson CL, Rumsfeld JS Medication Adherence Its Importance in Cardiovascular Outcomes. Circulation 2009;119:3028-35.
  2. Coronary Drug Project Research Group. Influence of adherence to treatment and response of cholesterol on mortality in the coronary drug project N Engl J Med 1980;303:1038-41.
  3. Ho PM, Magid DJ, Shetterly SM et al. Medication nonadherence is associated with a broad range of adverse outcomes in patients with coronary artery disease. Am Heart J 2008; 155:772–779.
  4. Hajjar ER, Hanlon JT, Sloane RJ et al. Unnecessary drug use in frail older people at hospital discharge. J Am Geriatr Soc 2005;53:1518-23.

Francesco Marongiu

Professore Ordinario di struttura complessa Medicina Interna ed Emocoagulopatie - Policlinico Universitario di Monserrato dell'Università di Cagliari

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