L’aderenza ai trattamenti farmacologici è fondamentale per garantirne l’efficacia e la sicurezza. Questa considerazione vale in particolar modo per i trattamenti salvavita, come ad esempio quelli anticoagulanti.

Per i nuovi anticoagulanti orali a dose fissa, al contrario dei dicumarolici, al momento non è richiesto alcun esame di laboratorio che possa indicare la corretta assunzione del farmaco. Questo studio suggerisce per l’autovalutazione dell’aderenza del paziente in terapia con i NAO l’utilizzo della Scala di Morisky, un questionario basato su risposte a domande chiuse.

Per i farmaci anticoagulanti orali tradizionali anti-vitamina K (AVK) l’aderenza viene favorita dal controllo periodico dei livelli di anticoagulazione (attraverso la determinazione del PT/INR) e l’adeguamento della posologia del farmaco. Le nuove molecole anticoagulanti orali ad azione diretta (DOAC o NAO), disponibili da alcuni anni, presentano un’emivita più breve rispetto agli AVK e vengono somministrate a dosi fisse e, al momento, non sono previsti controlli di laboratorio per il monitoraggio.

I NAO sono indicati per il trattamento del tromboembolismo venoso (TEV) e la prevenzione dello stroke nella fibrillazione atriale non valvolare(FANV). Per questi motivi valutare l’adeguata aderenza al trattamento rappresenta un aspetto cruciale. Nella pratica clinica non è però chiaro come valutare l’aderenza riferita al trattamento anticoagulante. Il lavoro di Castellucci e collaboratori, pubblicato su Thrombosis Research, si propone di valutare l’aderenza “self-report” (riferita dal paziente) al trattamento anticoagulante in un centro Emostasi e Trombosi di 3° livello. Si tratta di uno studio osservazionale trasversale di pazienti in trattamento anticoagulante orale sia con farmaci AVK che NAO (rivaroxaban, dabigatran e apixaban). L’aderenza al trattamento è stata valutata utilizzando la scala di Morisky, un questionario basato su 4 semplici domande, e le caratteristiche di base dei pazienti sono state valutate in associazione all’aderenza. Tra i 500 pazienti che lo hanno completato il 74% era in trattamento con farmaci AVK e il 26% con NAO (79% in rivaroxaban, 19% in dabigatran e 2% in apixaban). 72% dei pazienti era trattato per TEV e 18% per FA. L’aderenza “self-report”, utilizzando la scala di Morisky, è risultata del 56.2% nei pazienti trattati con AVK e del 57.1% nei pazienti trattati con NAO. L’età, il sesso femminile e l’assunzione per via orale di altri farmaci sono risultati fattori predittivi di buona aderenza al trattamento, anche dopo l’analisi multivariata. Dallo studio è emerso che l’aderenza al trattamento anticoagulante orale, valutata attraverso un semplice questionario self report (scala di Morisky), è risultata simile sia per i pazienti trattati con farmaci AVK che con NAO. Non sono inoltre emerse differenze nell’aderenza tra la mono e la bi-somministrazione. Gli autori concludono che, finché test di laboratorio non saranno universalmente disponibili per valutare l’aderenza al trattamento con NAO, i medici dovrebbero enfatizzare, ad ogni visita con il paziente, l’importanza di tale aspetto. La scala di Morisky fornisce un semplice sistema di valutazione dell’aderenza al trattamento anticoagulante anche se non è ancora stata validata per tale proposito.

Bibliografia
Castellucci LA, et al. Self-reported adherence to anticoagulation and its determinants using the Morisky medication adherence scale. Thromb Res. 2015° Oct ; 136(4):727-31.

Sophie Testa

Direttore del Dipartimento di Medicina di Laboratorio - Centro Emostasi e Trombosi. A.O. Istituti Ospitalieri di Cremona

Hai delle domande da porre all'autore?

Vuoi pubblicare un tuo commento in questa pagina?

il tuo commento sarà pubblicato dopo approvazione del CdR

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Link alla Normativa