II Centri TAO stanno progressivamente chiudendo e a risentirne sono i pazienti. Tutto è cominciato un paio di anni fa con la riduzione del personale nelle ASL che ha causato l’allontanamento dei pazienti in terapia anticoagulante dai Centri TAO degli ospedali, e che ora devono rivolgersi ai medici di famiglia. Purtroppo non tutti sono preparati in modo adeguato da poter supportare questi pazienti. Infatti, solo una parte ha partecipato ai corsi di aggiornamento.


Ecco fatta la fotografia della situazione in cui versano quasi tutti i centri del Piemonte gestiti dal Servizio sanitario nazionale a cui afferisce la maggior parte dei pazienti.

I disagi che ne derivano non sono pochi: bisogna recarsi in uno dei 4 distretti (mutue) che dipendono dai vari ospedali per il prelievo, tornare nel pomeriggio per il ritiro del risultato dell’INR e ancora andare dal medico di base per la prescrizione della terapia. È evidente che tutto questo provoca un notevole disagio per molti pazienti, la maggior parte sono anziani, e anche a molti medici che hanno visto aumentare la mole di lavoro, anche se va detto che alcuni di questi si sono organizzati e lavorano talmente bene che ora si trovano avvantaggiati sia loro sia i pazienti.
Questa situazione ha spinto molte persone in terapia anticoagulante a rivolgersi ai numerosi centri privati, che hanno registrato un notevole incremento di pazienti grazie agli orari più comodi e al servizio. Infatti, aprono ogni giorno alle 7.00 del mattino sabato compreso, inviano il risultato sia per e-mail sia per SMS, dunque facilmente inoltrabile al medico che a sua volta invia il dosaggio con i medesimi strumenti. Non c’è che dire, proprio una bella comodità per chi lavora.

Purtroppo non per tutti è così, infatti la grande maggioranza dei pazienti in terapia anticoagulante ha già una certa età, e non tutti hanno dimestichezza con il computer. In qualità di Presidente AIPA del Piemonte ed ex Presidente nazionale, penso che il dilagare di questo fenomeno nel Nord Italia farà sì che nel giro di pochissimi anni le sezioni AIPA distribuite sul territorio nazionale dovranno inevitabilmente chiudere.
Da oltre vent’anni, nei centri AIPA i pazienti trovano sempre un aiuto per affrontare la loro condizione con un’adeguata e specifica assistenza medica e psicologica e promuovono iniziative volte a migliorare la qualità di vita. L’assistenza e l’informazione sono il nostro fiore all’occhiello.

La sezione AIPA di Torino non ha chiuso, ma è rimasta senza soci in quanto si trovava presso il centro TAO che è stato smantellato, ma il lavoro del Presidente prosegue ugualmente tutte le mattine presente in mezzo ai pazienti per continuare a dar consigli, assistenza, informazioni e materiale.
La domanda da porci è: quale sarà il prossimo?

Alessandro Granucci

Presidente A.I.P.A. Sezione di Torino

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