Uno o due chili in più non creano preoccupazione, forse un po' di fastidio, ma spesso pensiamo che si possano eliminare in poco tempo e che sicuramente non provocano problemi per la salute.

Purtroppo le cose non stanno proprio così.

Infatti uno studio pubblicato in questi giorni sul Journal of the American Heart Association evidenzia che l'aumento di peso, anche se piccolo, con l'andare del tempo può alterare la struttura e la funzionalità del cuore, aumentando il rischio di incorrere in un'insufficienza cardiaca.
I ricercatori hanno seguito per sette anni 1.262 adulti, 57% donne e con età media di 44 anni, circa un terzo di loro obeso ma senza alcuna malattia cardiaca o altra condizione che potesse costituire un rischio per sviluppare una patologia cardiaca. Attraverso lo studio del cuore mediante risonanza magnetica si è riscontrato che chi era aumentato di peso, anche solo del 5%, andava più spesso incontro ad un inspessimento della parete del ventricolo sinistro del cuore, condizione che si associa allo sviluppo di insufficienza cardiaca. Inoltre era più probabile che ci fosse una diminuzione di capacità di pompaggio del cuore. E ancora questi pazienti con maggior probabilità manifestavano cambiamenti nell'aspetto e nella funzione del cuore la cui presenza era indipendente da altri fattori di rischio quali l'ipertensione, il diabete, il fumo e il consumo di alcol. Al contrario, nelle persone che avevano perso peso era più probabile una diminuzione dello spessore del cuore. Interessante notare che il peso iniziale della persona non ha avuto alcun impatto sul cambiamento, questo suggerisce che anche chi ha un peso corporeo normale potrebbe andare incontro a effetti negativi sul cuore nel caso di aumento ponderale nel tempo.

"Ogni aumento di peso può condurre a un peggioramento del cuore indipendentemente dal peso di base, quindi la prevenzione deve essere mirata alla perdita di peso o nel caso non sia possibile ottenere una diminuzione ponderale, è necessario avere come obiettivo la stabilità del peso. – spiega Ian Neeland, M.D., principale autore dello studio, cardiologo e assistente professore di medicina presso la University of Texas Southwestern Medical Center di Dallas, Texas. – E continua – Raccomandare di mantenere un peso stabile, anche in assenza di dimagrimento, può essere una valida strategia di prevenzione per chi ha un rischio elevato.

Si deve sottolineare che si tratta di uno studio che ha coinvolto un gruppo di pazienti non molto elevato e che pertanto richiederà delle conferme in ulteriori studi, tuttavia è una indicazione che ci conferma ancora una volta l'importanza di una dieta adeguata e del mantenimento di un peso corporeo corretto per mantenerci in buona salute. L'estate ci favorisce con la voglia di stare all'aperto e muoverci e con l'abbondanza di frutta e verdure che ci offre, approfittiamone!

Bibliografia
Wilner B et al. Dynamic Relation of Changes in Weight and Indices of Fat Distribution With Cardiac Structure and Function: The Dallas Heart Study. J Am Heart Assoc 2017;6:e005897 Originally published July 19, 2017. DOI https://doi.org/10.1161/JAHA.117.005897

Livia Gamondi

Redazione

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