Crescono i rischi da nuovi insetti che colonizzano l'Italia per colpa del clima sempre più tropicale che spinge verso l'Italia nuove specie di imenotteri, come la Vespa velutina proveniente dalla Cina, o specie autoctone a risalire dalla Sicilia verso Nord, come la Vespa orientalis originaria del Medio Oriente.

Con gli imenotteri “stranieri” aumenta non solo il rischio di essere punti ma anche quello di sensibilizzazione a nuove specie velenifere e di reazioni crociate con gli insetti autoctoni. Ogni anno sono 5 milioni gli italiani punti da imenotteri, soprattutto durante la bella stagione, 400.000 vanno incontro a reazioni allergiche che in un caso su dieci sono molto gravi e possono arrivare fino allo shock anafilattico. La prevenzione è possibile, almeno contro gli insetti italiani: il vaccino contro gli imenotteri è efficace nel 97% dei pazienti.

Nella zona dove si è stati punti di norma compare un pomfo, cioè un rigonfiamento circoscritto della pelle, di forma irregolare e tondeggiante, liscio, di colorito rossastro, circondato da un alone arrossato. In genere provoca prurito, dolore o bruciore a seconda della specie. Il pomfo, che si forma nel giro di pochi secondi, è causato dalla saliva o dal pungiglione dell'insetto. La reazione è normale se, dove si è stati punti si ha dolore immediato con un po' di gonfiore, rossore e prurito che scompaiono nel giro di poche ore. Quando compare anche un gonfiore in una sede diversa da dove si è stati punti, ad esempio la puntura è sulla mano e si gonfia anche la palpebra, significa che è in atto una reazione allergica. Questa si ha anche nel caso in cui la reazione superi i 10 cm e duri per alcuni giorni. In questi casi è necessario rivolgersi al pronto soccorso e sottoporsi alle prove allergiche.

Oggi è possibile identificare la molecola del veleno di api, vespe o calabroni contro cui viene montata la reazione allergica, significa perciò poter scegliere il vaccino più preciso e quindi efficace per la terapia desensibilizzante, almeno nei confronti delle specie note in Italia. La terapia desensibilizzante viene effettuata in ospedale nei reparti di allergologia e si fa somministrando in maniera controllata dosi minime ma crescenti del veleno dell'imenottero, infatti, con il tempo praticamente tutti i pazienti diventano tolleranti e non rischiano più reazioni che mettano in pericolo la vita.
La cosa importante da sapere è che non ci sono controindicazioni rilevanti: la possono fare giovani e anziani, comprese le donne in gravidanza e i bambini di ogni età. In particolare, anche i pazienti anticoagulati possono sottoporsi ad un esame allergologico che valuterà la possibilità di un trattamento desensibilizzante.

Livia Gamondi

Redazione

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