Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Maurizio, in terapia anticoagulante da un anno e mezzo, con una valvola aortica meccanica.

L’avvento degli inibitori diretti della coagulazione – NAO – che affiancano gli “storici” farmaci anti-vitamina K, ha di fatto modificato il panorama delle terapie disponibili e creato l’esigenza dell’acquisizione di nuove competenze da parte degli operatori dei Centri Trombosi.

“Serve un test immediato di laboratorio che ci faccia comprendere qual è il livello di rischio di un paziente che deve per esempio sottoporsi a un intervento chirurgico e servono direttori di strutture che conoscano anche l’emostasi. A livello pugliese questo manca”.

Il Centro TAO di Ponte a Niccheri (Firenze) ha chiuso i battenti qualche giorno fa e sono a rischio anche quelli di Torregalli e di Borgo San Lorenzo, sempre a Firenze. La motivazione? Manca il personale.

Oggi è un giorno fortunato. Nonostante fuori piova, nonostante siano finite le feste natalizie. Sono riuscito a completare il rinnovo di un piano terapeutico AIFA per un NAO in tre minuti netti, compresa la stampa del piano.

Il Presidente di FEDER A.I.P.A. Nicola Merlin ci racconta cosa non va nella gestione del paziente anticoagulato.

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