Sono rassicuranti i risultati sul rischio di sanguinamento dei nuovi farmaci anticoagulanti orali ad azione diretta (DOAC o NAO) di uno studio “real life” canadese che ha preso in esame quasi 60 mila pazienti adulti con tromboembolismo venoso (TEV).

Gli studiosi hanno valutato le schede ospedaliere di sei distretti del Canada e degli Stati Uniti tra il 2009 e il 2016. Gli esiti sono stati pubblicati recentemente sull’importante rivista scientifica, British Medical Journal.
I NAO nel corso delle sperimentazioni avevano già mostrato di essere almeno efficaci e di avere i medesimi rischi di sanguinamento del warfarin. Tuttavia, durante i trial clinici i farmaci vengono testati su gruppi di pazienti selezionati e con caratteristiche definite, che per quanto simili non potranno mai essere la realtà dei pazienti. Proprio per questo motivo i ricercatori hanno voluto valutare gli effetti dei NAO e del warfarin con uno studio osservazionale “real life”.

Lo studio ha coinvolto 12.489 pazienti a cui era stato prescritto un NAO (dabigatran, rivaroxaban o apixaban) e 47.036 pazienti che hanno ricevuto warfarin entro 30 giorni dalla diagnosi di TEV. I risultati comprendevano l'ammissione in ospedale o una visita in un reparto di emergenza per sanguinamenti maggiori e la mortalità per tutte le cause entro 90 giorni dall’inizio della terapia.

Durante il periodo preso in osservazione, si sono verificati quasi 2 mila episodi di emorragia e mille decessi. Non ci sono state differenze tra i due tipi di farmaci. I DOAC hanno mostrato di avere il medesimo rischio di emorragie rispetto a quelli tradizionali. Nei 30 giorni successivi alla terapia la percentuale di sanguinamento variava tra lo 0,2 per cento e il 2,9 per cento sia per i nuovi sia per gli anticoagulanti tradizionali. Anche nei 60 giorni successivi all’inizio della terapia le due generazioni di farmaci finivano il confronto in parità.

Inoltre, non è emersa alcuna differenza tra le due terapie per quanto riguarda il rischio di morte. E, a ulteriore dimostrazione dell’equivalenza delle due terapie, i risultati sono rimasti invariati anche quando il periodo di osservazione è stato prolungato a 180 giorni dai ricercatori. 

Bibliografia
Brenda R Hemmelgarn, et al. Comparative safety of direct oral anticoagulants and warfarin in venous thromboembolism: multicentre, population based, observational study BMJ 2017; 359 doi: https://doi.org/10.1136/bmj.j4323 (Published 17 October 2017)

Livia Gamondi

Redazione

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