I primi dati dello studio osservazionale Nemawashi, sull'utilizzo dei nuovi anticoagulanti orali (NAO) nel trattamento della fibrillazione atriale (FA), evidenziano che in Italia sono ancora un'alternativa terapeutica sottoutilizzata, nonostante una maggior appropriatezza prescrittiva avrebbe già potuto portare a un risparmio consistente per il nostro Sistema Sanitario Nazionale (SSN), grazie ad una conseguente diminuzione del numero di ricoveri dovuti a malattie cardio-cerebrovascolari.

Lo studio è stato presentato recentemente Congresso della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (SIFO) Milano.

Grazie alla collaborazione di un gruppo di cinque Aziende Sanitarie Locali distribuite sul territorio nazionale, lo studio Nemawashi ha iniziato la valutazione della gestione terapeutica dei pazienti affetti da FA e l'appropriatezza d'uso della terapia anticoagulante per il SSN, misurando il grado di trasferimento delle raccomandazioni terapeutiche all'uso dei NAO nella normale pratica clinica, nonché l'eleggibilità al rimborso in Italia per quei pazienti a cui sono state prescritte le nuove terapie.
Lo studio osservazionale inizia da un'analisi retrospettiva effettuata su pazienti di età uguale o maggiore di 18 anni con almeno una prescrizione di NAO o di warfarin nel periodo dall'1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2014, valutando i dati inerenti a demografia e fattori di rischio cardioembolico ed emorragico di tutti i pazienti inclusi; sono state analizzate, inoltre, tutte le prescrizioni farmaceutiche e le ospedalizzazioni verificatesi durante il periodo di caratterizzazione.

Sulla base dei criteri di inclusione utilizzati, il numero di pazienti affetti da FA in trattamento con NAO è risultato pari a 4.362. Di questi, 3.594 (82,4% dei pazienti selezionati) erano in trattamento con AVK e 768 con NAO (il 17,6% dei pazienti inclusi).

Quasi la metà dei pazienti analizzati (47%) è stata identificata come non eleggibile alla prescrizione rimborsabile dei NAO, un terzo (33%) presentava uno dei due criteri considerati, il restante 20% rispondeva a entrambi i criteri per la rimborsabilità. Incrociando poi queste percentuali con le prescrizioni effettive è emerso che solo al 16,7% dei pazienti raccomandati era stato effettivamente prescritto un NAO, mentre il 40,2% non aveva né indicazione (come da criteri di rimborsabilità) né prescrizione.
Il sottoutilizzo delle nuove terapie anticoagulanti appare evidente dal numero di pazienti potenzialmente eleggibili al rimborso, che però non hanno ricevuto la prescrizione: il 42,2% non è stato avviato al trattamento con NAO, per contro, rispetto ai pazienti avviati al trattamento con NAO, il 5,3% non presenta la raccomandazione terapeutica all'uso di tali farmaci.

La seconda fase del progetto si concentrerà, quindi, sul costante monitoraggio dell'appropriatezza prescrittiva delle terapie anticoagulanti orali, per verificare l'auspicata riduzione del gap tra le raccomandazioni di trattamento della FA e la pratica clinica. Per raggiungere questo obiettivo lo studio amplierà il campione considerando un numero maggiore di ASL italiane.

Redazione

Anticoagulazione.it

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