I farmaci anticoagulanti orali diretti (NAO) si somministrano a dose fissa, senza un aggiustamento posologico, basato sul test di laboratorio, come invece avviene per i farmaci cumarinici (coumadin, sintrom, ecc.).

Tuttavia, esistono delle condizioni particolari dove i test di laboratorio, che misurano la concentrazione plasmatica di NAO, che si raggiunge a seguito del trattamento con una dose standard di farmaco, possono essere utili per una migliore gestione del paziente anticoagulato. Esistono test dedicati per queste misure, quali il tempo di trombina diluito o il test all'ecarina (per il dabigatran) e la misura dell'attività anti-FXa (per rivaroxaban, apixaban ed edoxaban), ma molti professionisti lamentano (a mio avviso senza un reale fondamento) che questi test non siano prontamente disponibili in molti laboratori e specialmente in emergenza.
C'è la tendenza a considerare che l'uso del tempo di protrombina (PT) e/o del tempo di tromboplastina parziale attivato (APTT), per i quali il clinico ha maggiore dimestichezza, possano essere un valido sostituto dei test dedicati.
In questo studio Testa e collaboratori hanno valutato l'impatto pratico che i test globali PT e APTT possono avere sui pazienti trattati nella vita reale in tre centri Italiani per il controllo della terapia anticoagulante orale, afferenti alla Federazione Italiana dei Centri Trombosi (FCSA).
Lo studio ha preso in considerazione un numero rilevante di pazienti e tre dei NAO disponibili in Italia per il trattamento anticoagulante orale (dabigatran, rivaroxaban e apixaban) per la prevenzione dell'ictus cerebrale, nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare. I risultati dimostrano che, pur esistendo una correlazione diretta fra il prolungamento dei test PT e APTT e la concentrazione plasmatica dei NAO, i test in questione non sono sempre in grado di identificare i pazienti che presentano una concentrazione plasmatica dei farmaci nell'intervallo terapeutico.
In particolare, esistono pazienti per i quali PT e/o APTT presentano risultati entro i limiti della norma, anche per concentrazioni rilevanti di farmaco. Gli autori concludono che l'utilizzo indiscriminato di PT e APTT nella pratica clinica può portare a conclusioni errate. Ad esempio, un paziente che dovesse essere sottoposto a intervento chirurgico o manovra invasiva, potrebbe essere giudicato idoneo all'intervento o alla manovra per il solo fatto di avere un PT e/o APTT entro i limiti della norma, senza considerare che ci possa essere farmaco circolante residuo, non identificato dal PT e/o APTT, ma che sarebbe identificato mediante l'uso dei test specifici che, per questa ragione, dovrebbero essere la prima scelta.

Bibliografia
Testa S, et al. Poor comparability of coagulation screening test with specific measurement in patients receiving direct oral anticoagulants: results from a multicenter/multiplatform study. J Thromb Haemost. 2016 Nov;14(11):2194-2201. doi: 10.1111/jth.13486. Epub 2016 Oct 15.

Armando Tripodi

Professore Ordinario di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Milano

Hai delle domande da porre all'autore?

Vuoi pubblicare un tuo commento in questa pagina?

il tuo commento sarà pubblicato dopo approvazione del CdR

Commenti

0 #1 gianfranco vitullo 2017-01-26 08:25
Nell'articolo si parla di " ... presentano una concentrazione plasmatica dei farmaci nell'intervallo terapeutico".
La domanda è: ma è stato stabilito un "intervallo terapeutico" per i NAO?
Citazione
0 #2 Armando Tripodi 2017-01-26 10:34
A stretto rigore non esistono ancora intervalli terapeutici accurati per i DOAC. Questo è dovuto a (almeno) due motivi. (a) alta variabilità della risposta [pazienti che assumono la stessa dose hanno concentrazioni plasmatiche diverse]; (b) Mancanza di dati [fino a quando non si decide di fare le misure, non sarà possibile conoscere quale è la reale situazione]. Tuttavia, in mancanza di dati, si presume che livelli inferiori o vicini al limite di sensibilità dei metodi (di solito <30 ng/mL) siano da considerare bassi e livelli che si avvicinano ai livelli di 500 ng/mL siano da considerare alti. Mi rendo conto che questo sia poco, ma l’esperienza attuale non consente altro.
Citazione





Codice di sicurezza
Aggiorna

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Link alla Normativa